Sono in partenza. Di nuovo. Una delle solite puntatine a Oxford, UK. Specificare la nazione è d’obbligo dopo che ho scoperto che esiste una Vancouver negli Stati Uniti a duecento chilometri da qui. Tutto è pronto. I biglietti sono stampati, ho ritirato un po’ di valuta europea e sono stato dal dentista per l’ultimo appuntamento della stagione. Domani sarò di nuovo a spasso per aeroporti, uno dei posti migliori per fare people-watching. Nonostante tutto mi dispiace un po’ abbandonare Vancouver proprio quando c’è tempo bello e i Canucks sono ancora in lizza per la Stanley Cup. Chissà che situazione ritroverò tra due settimane al mio ritorno.

Quello che è certo è che tra due settimane sarò, almeno ufficialmente, di un anno più anziano, passando dai ventinove attuali ai ventinove più uno, per parafrasare Ivan Zamorano di nerazzurra memoria. Un traguardo questo che suona importante perchè si tratta di un numero tondo di anni, ma per esempio, se si tenessero in conto i giorni, si sarebbe festeggiato due o tre anni fa i 10.000 e non i 10.958 di adesso. Tergiversare non cambia la realtà, ma si può sempre cambiare argomento.

Devo confessare che tutte le volte che sono andato ad Oxford è successo qualche evento che mi ha sorpreso e, come un cane di Pavlov, anche adesso ho una certa aspettativa su questo viaggio. I piani per il soggiorno, come in passato, non sono nulla di eccitante: una settimana di training sui nuovi prodotti e qualche giorno di riunioni e chiacchierate con i colleghi che, data la distanza geografica e di fuso orario, sono sempre costretto a contattare per telefono o email. Ma sono pronto ad essere sorpreso ancora una volta, nel peggiore dei casi mi godrò un po’ l’aria antica ed il fascino del vecchio continente. Innegabile che un po’ mi manchi.

Secondo consolidate abitudini non mi porterò dietro alcun mezzo informatico e quindi difficilmente aggiornerò questo blog. Buon maggio a tutti!

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