Settimana scorsa è stato licenziato un mio collega. Non proprio collega nel senso che lavorasse a stretto contatto con me, ma faceva parte della stessa azienda nella sede statunitense ed apparteneva al mio stesso dipartimento. I licenziamenti da questa parte dell’oceano sono un evento molto più frequente e molto più rapido di quanto non sia in Europa o in Italia in particolare. I contratti non hanno durata indeterminata e possono essere rescissi piuttosto facilmente da una delle due parti, anche con poco o nessun preavviso. In generale se un manager delle risorse umane fissa un appuntamento a due con un dipendente, non c’è da aspettarsi nulla di buono e non è infrequente leggere nella propria casella di posta annunci del tipo “Da oggi Tizio non lavora più per noi”. Le ragioni possono essere svariate, tipicamente si tratta di basso profitto e risultati non soddisfacenti, ma non è raro che un dipendente venga invitato a lasciare l’azienda per motivi che si potrebbero definire disciplinari. Questo è stato il caso qualche giorno fa.

L’errore costato caro è stato spedire una lettera aperta ad un neoassunto accusandolo aspramente di negligenza ed inadeguatezza, includendo tra i destinatari l’intero dipartimento nordamericano, manager inclusi. Alla mail, spedita dopo la fine dell’orario di lavoro, è seguita la risposta del superiore che invitava il colpevole a redigere una mail di scuse nei confronti del compagno. Qualcosa deve essere successo a questo punto perchè nel giro di qualche ora è giunta una nuova comunicazione che annunciava la cessazione del rapporto. In breve, nel giro di trentasei ore, un apprezzato e capace professionista è stato messo alla porta per aver mancato di rispetto ad un collaboratore. Sebbene questo genere di eventi mi risultino ancora un po’ insoliti e decisamente un po’ più repentini di quanto ci si aspetterebbe, non posso che essere dalla parte di un’azienda che, pur di salvaguardare il rispetto tra i dipendenti, giunge a privarsi di un prezioso elemento del proprio organico. Creare un precedente di tolleranza nei confronti di una condotta scorretta da un punto di vista sia umano che professionale non è accettabile.

Sebbene comunque un po’ sconvolto, mi consolo sorridendo e pensando a quanti dei miei colleghi italiani del passato sarebbero in grado di resistere anche un solo mese in un posto di lavoro dove ingiurie, insulti ed attacchi personali conducono al licenziamento immediato.

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