Vancouver è una città splendida, ormai il lettori di questo blog o la amano o la odiano per quanto ne parlo bene. A quasi due anni dal mio approdo sulle coste pacifiche sono tuttora incantato dal luogo e non mi stanco mai di goderne le bellezze. Nonostante questo non posso fare a meno ogni tanto di scovare qualche pelo nell’uovo qua e la, perchè sono fatto così e non riesco mai ad accettare nulla come la soluzione perfetta. Anche Vancouver, la città ogni anno in testa alle classifiche di vivibilità a livello mondiale, mostra all’osservatore attento delle pecche, non proprio dei difetti, ma tratti che potrebbero essere migliorati e corretti.

Uno di questi è il rumore. Ad essere completamente onesto è un problema più presente in downtown, la parte centrale che si sviluppa come una penisola e ospita la maggior parte degli uffici più prestigiosi oltrechè alcune tra le zone residenziali più rinomate. Non si tratta di un problema specifico dell’area in sè, ma, a causa della rilevanza ed del traffico del quartiere, qui si affollano tutte le sorgenti di rumore. E, posso assicurare, a Vancouver tutto fa rumore. Quando gli autobus si fermano ed aprono le porte emettono degli insopportabili suoni acuti, i semafori annunciano il verde con dei bip-bip, i veicoli in retromarcia segnalano la loro presenza con squittii assordanti, le sirene delle ambulanze e dei vigili del fuoco fanno rivoltare i morti nel sonno, figuratevi i vivi. Gli automobilisti difficilmente usano il clacson per fortuna ma il loro silenzio è orribilmente compensato da innumerevoli altre sorgenti di invadenti onde sonore.

Sono perfettamente consapevole che questo inquinamento acustico è dovuto ad un lodabile intento di sicurezza ed incolumità nei confronti della popolazione, ogni assordante stridio ha lo scopo di avvisare della presenza di un possibile pericolo. “Safety first” sembra essere il motto dominante da queste parti e, per carità, è un sacrosanto principio su cui sono d’accordo, anche se onestamente credo di essere in grado di badare a me stesso piuttosto bene pure senza continui allarmi. Non ignoro inoltre che molti di questi suoni hanno lo scopo di rendere più semplice la vita dei nostri amici non vedenti a cui mi sento molto vicino, credo però anche che per aiutare una piccola percentuale della popolazione si possa trovare una soluzione che non danneggi l’udito e la pace della maggioranza.

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