Sono convinto che viaggiare in quasi tutte le sue declinazioni sia una di quelle attività che rende la vita degna di essere vissuta. L’esperienza di scoprire luoghi da noi inesplorati, osservare altre culture e staccarsi per qualche tempo dalla vita quotidiana possa davvero lasciare dei segni profondi nella personalità di un individuo. Non a caso molti dei ricordi memorabili della nostra vita hanno avuto luogo durante un viaggio, un intervallo di tempo dedicato a se stessi lontano dalla ripetitività delle giornate ed in un certo senso al di fuori della stessa linea temporale.

Ma se viaggiare è così bello perchè non lo si fa più spesso? Perchè invece che tirarsi il collo per comprare una casa con il balcone grande non si dedica i propri risparmi a girare il mondo? Le risposte sono nella mante di tutti e hanno a che fare con il futuro, con la sicurezza e con l’appartenenza a quella piccola scala sociale a cui tutti piace lentamente risalire, seguendo le orme delle sagge generazioni precedenti. Forse fa anche un po’ parte del DNA dell’uomo fermarsi in un luogo e li costruire il proprio nido, abbellendolo di nuove pagliuzze anno dopo anno e legandosi sempre di più all’albero su cui lo si è costruito, invece che spostarsi da un albero all’altro senza dare troppo peso al temporaneo alloggio.

Questi pensieri sono scaturiti dal constatare che per alcuni il viaggiare ha un significato che si discosta da quello più comune. Ho conosciuto molte persone che hanno alternato periodi di lavoro intenso a lunghi viaggi durante i quali hanno abbandonato tutto per mesi pur di avere l’occasione di vedere con i propri occhi alcune delle meraviglie di questo pianeta. Alcuni sono tornati, altri sono tornati e poi sono ripartiti, altri non sono mai tornati e hanno trovato la continuazione della loro vita lontano dal punto di partenza. Non ho ancora capito se potrei appartenere a una di queste categorie, ma so che lo vorrei e che sono ancora lontano dal sentirmi completamente un cittadino del mondo.

Annunci