Esattamente quarantanni fa, il 16 Luglio 1969, l’Apollo 11 si sollevava da Cape Canaveral in Florida alla volta della Luna. A bordo c’erano i piloti, Michael Collins e Edwin Aldrin, e il comandante Neil Armstrong che qualche giorno dopo sarebbe stato il primo uomo a mettere piede sul nostro satellite. Non riesco nemmeno ad immaginare cosa possano aver provato gli spettatori di tutto il mondo al vedere quell’enorme razzo che portava il nome di Saturn V staccarsi da terra e spingere verso lo spazio il piccolo modulo lunare dentro il quale i tre esploratori, schiacciati dall’accelerazione, tentavano un’impresa storica. Non so quanto quel 16 Luglio abbia cambiato le sorti degli anni successivi, ma in quel momento l’uomo ha dimostrato a se stesso le proprie potenzialità osando superare i propri limiti e dando inizio all’esplorazione del cosmo.

Con questi pensieri in mente oggi pomeriggio alle 3.03 ho assistito in diretta al lancio dello Shuttle Endeavour che consentirà all’equipaggio di portare a compimento la costruzione di un nuovo laboratorio a bordo della stazione spaziale internazionale. Sono passati quarantanni da quel pomeriggio in cui anche lo spazio più prossimo al nostro pianeta presentava insidie e misteri, ma anche oggi, circondati di tecnologia, non credo sia possibile rimanere indifferenti davanti ad un veicolo costruito dall’uomo che si dirige verso lo spazio.

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