Non stavo ancora perdendo le speranze, ma di certo cominciavo a preoccuparmi. La procedura per richiedere la residenza canadese era cominciata nel lontano gennaio e, dopo diversi scambi di voluminosi fascicoli contenenti documenti e moduli oltre che una discreta quantità di denaro, finalmente in maggio avevo spedito il mio passaporto al consolato canadese a New York come da istruzioni pervenutemi. Questo era l’ultimo passo prima di avere la conferma dell’approvazione della domanda. Certo che, dopo più di due mesi di attesa in un paese straniero senza passaporto e con una visita in Italia programmata per settembre, negli ultimi giorni la situazione era in procinto di scaldarsi e mi ero già messo in moto per capire dove fosse finito l’unico prezioso documento di identità valido di cui sono in possesso, pur ben conscio delle poche speranze di successo del tentativo.

E invece oggi, ricoperta dalla consueta quantità industriale di volantini, è arrivata una grossa busta gialla dal consolato canadese che ho aperto prima ancora di arrivare all’ascensore del palazzo. Dentro, prima di tutto il resto, c’era il mio adorato passaporto, con il mio faccione da terrorista ceceno e una pagina interamente occupata da un adesivo fluorescente di ologrammi che ho inteso essere il visto temporaneo! Insieme c’erano anche una serie di fascicoli informativi sullo status di residente, diritti, doveri, procedure eccetera. Rimane solo un ultimo passo per completare il processo, presentarsi al confine con i documenti di cui sopra e, se tutto va bene, ottenere lo status di residente, cosa che farò a settembre di ritorno dalla mia visita in Italia, per addolcire l’ennesimo amaro distacco dalle persone che qui mi mancano.

Una volta residente sarà quasi come essere cittadino canadese, con la sostanziale differenza che non mi sarà concesso partecipare alla vita politica, insomma avrò tutti i vantaggi e nessuno svantaggio. Il vero pro sarà che la mia permanenza non sarà più condizionata al mio posto di lavoro attuale ma volendo potrò cambiare lavoro, iscrivermi all’università e frequentare corsi di formazione, o semplicemente oziare godendo delle bellezze naturali.

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