Harper’s Island è una serie televisiva -mi sono trattenuto a stento dallo scrivere “sceneggiato”- che si sviluppa in una stagione unica divisa in tredici puntate da una quarantina di minuti ciascuna, ambientata su un’isola fittizia dell’Oceano Pacifico nei pressi della costa al confine tra Canada e Stati Uniti. La scena si apre nel porto turistico di Seattle dove una nutrita comitiva di amici e parenti sta per prendere il largo alla volta della piccola isola sulla quale deve avere luogo il matrimonio di due di essi. Gli eventi però prendono una piega diversa e, nel corso della settimana che precede la cerimonia, invitati e persone dell’isola spariscono e vengono uccise, creando scompiglio nella compagnia e gettando un alone di mistero intorno al killer e ai suoi moventi. La trama si svolge piuttosto rapidamente schizzando i tratti caratteriali dei personaggi e le loro relazioni prima che uno a uno vengano eliminati dalla scena, fino alla fine dove -sia ringraziato il cielo- per una volta nella storia televisiva degli ultimi anni, ogni incognita viene rivelata in un interminabile turbinio di colpi di scena e tutto si spiega, evitando anche pericolosi riferimenti ad un’eventuale seconda serie.

Il soggetto ricorda vagamente “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, sebbene dall’abile giallista inglese non si attinga altro che i tratti più superficiali della vicenda quali la misteriosa isola e la rapida eliminazione progressiva dei personaggi. Pur non trattandosi di un capolavoro della televisione moderna, tuttavia i tredici episodi mantengono una loro dignità ed intrattengono lo spettatore che improvvisamente è catapultato in un ruolo di investigatore psicologo esterno alla scena. Aggiunge fascino la percepibile possibilità concreta di arrivare alla soluzione dell’enigma tramite semplici deduzioni nello stile dei migliori investigatori della letteratura e collegando avvenimenti e discorsi. Non posso infine non menzionare che l’intero sceneggiato -ecco non ho resistito- è stato girato a Bowen Island, un’incantevole isoletta di 50 kmq situata al largo di Horseshoe Bay e raggiungibile in meno di un’ora dal centro di Vancouver. Conoscendo i paesaggi locali ed avendo visitato l’isola stessa è particolarmente piacevole seguire una storia che attraversa luoghi familiari e li trasforma in palcoscenico.

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