Non sto certo per ripetere la solita trattazione matematica delle probabilità di fare sei al Superenalotto, perchè mi parrebbe un insulto anche per i più lenti lettori, seppur non possa non ricordare che pochi (forse nessuno?) giochi d’azzardo abbiano meno possibilità di vincita del modo preferito dagli italiani di comprare una remota speranza. Non sto neanche a dare troppo credito a tutte le voci dei soliti beninformati, sicuri che le estrazioni non siano proprio casuali come dovrebbero essere, perfino i meno avvezzi alle teorie del caos ben sanno che “caso” è solo un termine per definire cause che non siamo (ancora) in grado di spiegare. Mi preme solo condividere un paio di pensieri sui milioni di giocatori del nostro paese e su chi il gioco lo organizza, in questo caso lo stato italiano.

Pochi o certamente non tutti sanno che dell’intero incasso ricavato dalle giocate solo poco più di un terzo è redistribuito tra i giocatori sotto forma di premi. Più della metà finisce nelle casse dello stato, unica parte in gioco a non perdere mai, che non solo silenziosamente raschia ulteriormente le casse dei contribuenti, già razziate dalle numerosissime altre imposte, ma anche a tutti gli effetti sfrutta senza scrupoli la passione per il gioco d’azzardo dei propri cittadini. E quando le cifre si alzano, come non è affatto raro, la febbre del gioco prende tutti, anche coloro che non sono frequentatori abituali di bingo, lotterie o tappeti verdi. La recente esplosione del mercato delle scommesse legali e la crescente popolarità di lotterie con vincite milionarie è una dimostrazione del fallimento del tradizionale sogno di costruire il proprio successo attraverso il lavoro. Oggi sembra una scelta migliore tentare un improbabile colpo grosso che realizzi tutto subito piuttosto che investire pazientemente su se stessi e sul futuro. Forse oggi Esopo farebbe giocare una schedina alla cicala.

Il Superenalotto è inoltre un preziosissimo strumento nelle mani dello stato perchè non solo provvede regolarmente ad un moderato ma costante flusso di cassa extra volontario da parte dei contribuenti, ma offre alla popolazione, strangolata dalla recessione e penalizzata dalla crisi del lavoro, un’accessibile, seppur flebile, speranza di uscire una volta per tutte dalle proprie preoccupazioni quotidiane. E questa speranza aiuta a mantenere il controllo sull’elettorato ed evitare che giunga una goccia che faccia traboccare il vaso.

Annunci