Alcuni giorni fa ero intento in una conversazione a proposito del fatto che, pur sulla base di esperienze puramente aneddotiche, c’era l’impressione che spesso le donne siano più soggette a stati d’animo depressivi o mostrino segni di apparentemente ineluttabile debolezza. Anche non avendo alcuna competenza specifica ricordo che erano state menzionate alcune ragioni che potrebbero essere alla base di questo fenomeno e parzialmente spiegarlo.

Molto ha a che fare con il recentemente mutamento del ruolo femminile nello scenario odierno ed il maggiore carico di responsabilità che esse sono costrette a sostenere rispetto alle controparti di qualche secolo fa. Di fatto spesso l’eguaglianza tra i sessi è stata interpretata esclusivamente in modo che entrambi siano posti nelle condizioni di svolgere le medesime funzioni pubbliche con pari possibilità di accesso, retribuzione ed avanzamento, almeno sulla carta. Ed un primo elemento di frustrazione deriva certamente dallo scontro con una società che non ha ancora raggiunto la piena consapevolezza dei principi di parità che ha contribuito ad enunciare e, senza averli interiorizzati, cerca di rispettare le nuove regole pur continuando a seguire le vecchie abitudini. Ma questo potrebbe essere un effetto derivante dal mutamento relativamente recente di costume e svanire progressivamente insieme alle vecchie generazioni incapaci di digerire il nuovo ordine.

Un altro importante aspetto rimasto in secondo piano e non svolto è la redistribuzione dei compiti tradizionalmente femminili sull’intera coppia, cosa che succede frequentemente per necessità, ma è ben lontana dall’entrare nella mentalità popolare. Attualmente la società si aspetta comunemente che la donna sia una professionista, moglie, madre, governante e chissà cos’altro, quando per l’uomo è sempre accettabile essere solo un professionista, perchè si dà per scontato che qualcun altro si occupi del resto. E se avere successo in un campo non è per nulla facile, avere successo in tutti contemporaneamente rasenta l’impossibile, da qui il senso di impotenza e fallimento che può essere prodromo alla tristezza e alla depressione.

Per un discorso più completo, autorevole e ricco di riferimenti, ecco il link all’articolo “Le donne sono molto più infelici degli uomini”, apparso sul Corriere qualche giorno dopo la suddetta conversazione.

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