Chi si ricorda del fantacalcio? Così ad occhio e croce molti. In breve si tratta di un popolarissimo gioco di società nato all’inizio degli anni ’90 basato sui risultati e gli eventi salienti delle partite di calcio reali. All’inizio del campionato ciascun partecipante al fantacalcio crea la propria squadra, solitamente acquistando i nomi di giocatori reali che hanno costi variabili sulla base dell’abilità. Dopo ogni partita vengono calcolati i punti totalizzati da ciascuna squadra sulla base di svariati parametri che possono variare dal voto assegnato ai giocatori da un giornale prestabilito, il numero di gol segnati dai giocatori della squadra, le reti subite e così via. L’ammontare dei punti viene poi tradotto in un valore che rappresenta i gol segnati dalla squadra o in altre varianti viene conteggiato direttamente.

Ricordo bene che alle medie e per buona parte delle superiori il fantacalcio era uno dei giochi più diffusi della scuola, almeno tra la popolazione maschile. All’inizio della stagione c’era la tradizionale serata a casa di qualcuno che ospitava il cosiddetto “fantamercato”. Pizza e Coca Cola per tutti (le medie, ricordate? la birra è venuta dopo) mentre i campioni più famosi del calcio italiano venivano messi all’asta ed acquistati per svariati “fantamilioni”. E poi il rito di ogni lunedì mattina con le diverse ore trascorse nei conteggi, Gazzetta dello Sport ben spalancata sui banchi, la classifica aggiornata e, perchè no, qualche abbozzo di accordo per il calciomercato di metà stagione. Un palcoscenico che teneva campo per l’intero anno scolastico che, si sa, coincide alla perfezione con il calendario di Serie A.

Recentemente, diversi lustri in seguito agli avvenimenti descritti poc’anzi, mi è stato proposto di partecipare ad una lega di fantahockey, qui ribattezzata Hockey Pool. Le procedure si avvalgono ormai dei potenti mezzi della tecnologia moderna e gli infiniti calcoli del lunedì mattina hanno lasciato posto ad un’email di aggiornamento con tutte le statistiche del caso. L’età non più verdissima dei partecipanti ha fatto sì che, per risvegliare un po’ di entusiasmo per il gioco, si sia deciso di stabilire una tassa di iscrizione che alimenti un adeguato montepremi. Ora dunque ogni giorno della settimana seguo le gesta di giocatori di hockey che ho scelto sulla base di quanto simpatico mi suonava il nome nel tentativo di portare a casa il trofeo. E le centinaia di dollari di montepremi..

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