Google ha recentemente sfruttato la notorietà del proprio marchio e dei propri servizi per promuovere iniziative di educazione nei confronti degli utenti della rete ed aiutarli ad essere più consapevoli delle tecnologie che utilizzano ogni giorno. L’ultimo argomento preso in considerazione, complice il lancio di Google Chrome un anno fa, è il browser, l’applicazione software che tutti utilizzano ogni giorno, spesso senza neppure accorgersene, per accedere alle informazioni disponibili sul web. Lo scopo è di sensibilizzare il pubblico su alcune interessanti funzionalità e possibilmente convincerli ad adottare il nuovo prodotto.

Google è innegabilmente una delle aziende più simpatiche in circolazione e difficilmente sbaglia colpi, men che meno in queste iniziative promozionali. Ecco che dunque uno dei loro simpatici dipendenti ha fatto notare in un post sul blog ufficiale come tutti conoscano il modello di auto che guidano, e spesso anche una lunga serie di caratteristiche tecniche, ma ignorino completamente anche i concetti basici delle tecnologie dell’informazione, sebbene sia evidente che nel 2009 si trascorra ben più tempo a navigare su Internet che al volante. E lo stesso concetto era stato trasmesso qualche mese fa quando su Youtube era stato pubblicato un divertente video realizzato intervistando i passanti a Times Square e chiedendo loro cosa sia un browser. Non sorprende che pochissimi conoscessero la risposta corretta.

La verità è che a questa gente di cosa sia un browser non interessa un bel niente. Come non gli interessa sapere le caratteristiche della batteria dell’auto o il funzionamento dello scaldabagno. Si limitano ad godere dei vantaggi di questi strumenti, incuranti dei dettagli di progettazione. E hanno ragione, perchè se da domani dovessimo cominciare a studiare in dettaglio come funziona ciascun mezzo tecnologico che utilizziamo e ciascun servizio di cui ci avvaliamo non avremmo più tempo per vivere e fare quello che desideriamo. E’ assurdo pretendere che la gente comune conosca un’industria solo per poterne utilizzare i prodotti. E Microsoft, azienda ben meno simpatica ed innovativa di Google, l’ha capito benissimo vent’anni fa costruendo la sua fortuna su questo concetto. Chi è interessato o curioso ha sempre modo di informarsi e di approfondire, ma essere un esperto di informatica, qualsiasi cosa questo oggi significhi, non può essere il prerequisito per utilizzarne le potenzialità in uno scenario che sempre più spesso dà per scontato l’accesso alla rete per avvalersi dei più comuni servizi.

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