Questa volta temevo davvero che Jobs e compagnia bella avrebbero messo alla prova la mia notoriamente bassa capacità di resistenza alle tentazioni. Erano mesi che seguivo appassionatamente le continue voci sullo sviluppo da parte di Apple di un prodotto trait d’union tra i popolarissimi iPhone da un lato e i classici MacBook dall’altro. Nel corso degli ultimi dieci anni diversi produttori di hardware si sono cimentati nella progettazione di un computer a guisa di tavoletta privo di tastiera, ma l’evidenza dimostra che nessuno di essi finora ha ottenuto il successo di mercato che auspicava. E’ anche vero però che in passato Apple ha spesso trionfato dove altri avevano raccolto misere sconfitte ed ero convinto che questo fosse l’ennesima ripetizione della storia. Mentre quindi seguivo in diretta la presentazione dell’iPad a San Francisco ero già pronto ad ordinare la nuova meraviglia alla primissima occasione.

A prima vista l’iPad ha l’aspetto pulito e gradevole di un iPhone più grande del solito e suscita quell’istintiva attrazione che possono vantare i frutti di un lavoro di progettazione e design con forte attenzione al dettaglio. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici incorpora tutte le funzionalità dell’iPhone, salvo la possibilità di effettuare chiamate vocali, e sfrutta lo schermo ampio per rendere più naturale l’utilizzo delle applicazioni multimediali, la navigazione web e la lettura di testi. D’altro canto però, oltre a pochi ritocchi, ha ben poco da offrire in più dell’iPhone ed anzi manca di una ormai onnipresente videocamera, è più pesante delle attese e non innova in nessun aspetto il concetto di tastiera a tocco che tradizionalmente non ha mai incontrato i favori degli utenti abituali. L’apparecchio è per di più privo di qualsiasi tipo di interfaccia che consenta ad esempio di collegarlo facilmente ad uno schermo o trasferire contenuti, per citare i due tra i casi più comuni. Inoltre la miriade di applicazioni che hanno costruito la fortuna dell’iPhone qui danno l’impressione di essere semplicistiche e limitate, soprattutto se si considera che non è possibile eseguirne più di una alla volta. Infine il nome non è certo dei più felici visto che “pad” è un termine che in inglese ricorda gli assorbenti igienici e su Internet già si rincorrono burle di ogni genere. E’ difficile immaginare quale caratteristica dell’iPad possa attirare all’acquisto utenti che già dispongono di un computer portatile ed un telefono di ultima generazione.

L’unico aspetto indiscutibilmente positivo è il prezzo di listino, a partire da cinquecento dollari, fortemente inferiore alle attese, soprattutto se si considera il fatto che a Cupertino difficilmente svendono i propri prodotti. Tuttavia sorgono comunque dei dubbi se valga la pena investire una cifra simile in un gadget che è una via di mezzo tra un telefono che non telefona troppo ingombrante per stare in tasca e un computer portatile mutilato di diverse delle caratteristiche presenti in tutte le alternative della concorrenza.

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