La tecnologia in senso stretto non è uno dei temi di cui prediligo scrivere, sia perchè ne mastico i nodosi filamenti dal mattino alla sera, sia perchè lo ritengo un argomento troppo intrinsecamente legato al proprio modo di vivere e agli strumenti che si preferisce utilizzare a supporto delle proprie attività. Ogni qualvolta che cedo agli istinti e vomito un fiume di vacui termini tecnici su questo o quell’ultimo grido ho sempre la sensazione di essere la più recente incarnazione della massaia che decanta alla vicina di casa le mirabolanti prodezze del frullatore appena acquistato o del meccanico raggiante con i colleghi per come tengono bene quelle nuove chiavi del venti. Black & Decker, Delonghi o Apple, fa piacere a tutti condividere con il prossimo le piccole migliorie che apportiamo quotidianamente al nostro vivere, sebbene queste per gli altri spesso non abbiano il medesimo valore o non riescano ad illuminare la loro giornata con uguale intensità.

Oggi è il mio turno di raccontare a voi 25 lettori -Manzoni era un falso modesto, ma Google Analytics parla chiaro- di quel semplice strumento che da anni utilizzo più frequentemente di qualsiasi altro per saziare quella sete di notizie ed informazione che hanno instillato da piccoli a noi generazione di Internet. I meno distratti avranno già inteso da qualche minuto che mi riferisco a Google Reader, un servizio che trovo impossibile definire senza ricorrere a quegli stessi termini tecnici che al vostro posto odierei sentirmi sbattere in faccia.

Se cadessi in un vortice temporale e mi dovessi trovare a fare questo discorso con nonno Pietro, gli direi che Google Reader è un giornale che non c’è bisogno di portare in giro perchè è accessibile ovunque, che si aggiorna da solo con le nuove notizie mentre lo si tiene in mano e di cui si possono scegliere i contenuti sulla base dei propri interessi. Ma non solo! Quando torna in mente quell’articolo letto sei mesi fa chissà dove, non è necessario andare a rovistare tra le mensole o passare una giornata a scartabellare negli archivi della Sormani, ma è sufficiente ricordarsi una parte del titolo o del contenuto per recuperarlo nel giro di qualche secondo. E non finisce qui! Da qualche mese è stata aggiunta una nuova sezione in cui è possibile consultare gli articoli più apprezzati dagli altri lettori e tenersi aggiornati sugli argomenti di cui è appassionato il resto del pubblico.

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