E’ di nuovo quel momento dell’anno. No, miei piccoli romantici lettori, non la primavera, a quella pensano solo artisti e squattrinati. Per tutti i canadesi che si rispettino aprile è il momento dell’anno in cui le migliori squadre di hockey nel nord america si contendono l’ambita Stanley Cup nel corso degli attesissimi playoff e quest’anno i Vancouver Canucks sono nuovamente in lizza per il titolo. A dire il vero la fame di sport su ghiaccio dovrebbe essere già stata abbondantemente saziata dopo la sentitissima vittoria della nazionale canadese ai danni degli Stati Uniti alle olimpiadi. Il gol vittoria di Crosby ai tempi supplementari è ricordato da queste parti con lo stesso entusiasmo che a noi italiani ha suscitato il pareggio di Materazzi contro la Francia o il rigore decisivo di Grosso. Ma c’è sempre spazio per nuovi eroi.

E così proprio in questi giorni i Canucks sono impegnati contro i Los Angeles Kings nei sette scontri che decideranno la squadra che accederà alle semifinali della Western Conference. In questa fase nessuna partita è scontata, ma il compito di questo primo round sembra certamente più complesso dell’anno scorso quando vancouver ottenne quattro vittorie su quattro ai danni dei St. Luis Blues pur poi cedendo in semifinale contro i Blackhawks. Al momento i quarti di finale sono sul 2-2 e l’ago della bilancia sembra quantomai indeciso. Gli animi sono caldissimi e nei giorni delle partite la città si congela nelle tre ore dalle sette di pomeriggio alle dieci di sera, sempre che non si vada ai tempi supplementari. I tifosi ci credono, nonostante nei quarant’anni di NHL qui non si sia vista nemmeno l’ombra di una Stanley Cup.

L’hockey è uno sport veloce ed imprevedibile. Sono da dimenticare le lente strategie del calcio nostrano, il catenaccio difensivo e la melina per far passare il tempo. Nel giro di due minuti il risultato può cambiare radicalmente e rallentare il ritmo è una strategia perdente su un terreno di gioco che si può percorrere sui pattini in meno di cinque secondi. Non è difficile intuire perchè per molti canadesi il calcio sia uno sport lento e noioso. E se anche un italiano volesse godere di questo spettacolo non c’è che da svegliarsi alle quattro di mattina e puntare il mouse sul sito della CBC che trasmette tutte le partite in streaming.

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