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FIGC

Vabbè, anche questa è andata. Esordio mondiale con pareggio che soddisfa più gli avversari che i nostri, ma che non rende più impervio il cammino dei prossimi sei confronti. I bookmakers l’avevano previsto, il pareggio che rimanda a domani e domenica i giochi che cominciano a contare di più. Le mille paure e dubbi della vigilia si sono sciolti sotto l’acqua torrenziale di Città del Capo dove i nostri azzurri hanno tutti combattuto con la stessa grinta dei numerosi giovani in nazionale che calpestano per la prima volta l’erba di questo importante palcoscenico. E dove ci sono giovani ci sono inesperienze e incertezze, ma anche energie e voglia di vincere. E’ questa la scommessa e la sfida della nuova Italia di Lippi, un passaggio del testimone da Berlino a Città del Capo, dagli eroi che ci hanno fatto sognare a quelli che ancora hanno tutto da dimostrare.

D’accordo, abbiamo preso un gol che si poteva evitare. Colpa di De Rossi o Cannavaro non cambia, la difesa si è congelata per un momento e ha lasciato spazio all’unico colpo di testa della partita biancorossa, purtroppo per noi troppo ben piazzato per un Buffon probabilmente già non al top della forma fisica prima di scendere in campo. Un episodio sfortunato, non una tragedia. E infatti i nostri azzurri non si scompongono punto e continuano a macinare il loro gioco. Un gioco che per forza di cose è ancora disseminato di lavori in corso e spigoli da rifinire, ma di cui si può ben intuire la direzione e la consistenza. E già nel secondo tempo, non me ne vogliano gli amici paraguaiani, la musica è stata tutta italiana per possesso di palla, tecnica e sicurezza. Il pareggio è stato fortuito quanto il vantaggio sudamericano, ma stiamo affilando le armi e domenica prossima nessuno si accontenterà di un pareggio.

E se non vi ricordate chi sono i Campioni del Mondo in carica forse è meglio che cambiate mestiere..

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