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Un’Italia distratta e sfortunata è di nuovo costretta dal solito gol fantasma a partire in svantaggio e inseguire l’avversario. Questa volta però pareggia subito i conti con un generoso ma netto rigore su De Rossi trasformato magistralmente da Iaquinta. Il primo tempo è tutto azzurro, si gioca solo nella metacampo bianca con cannavaro unico uomo in copertura e il resto della squadra a organizzare una manovra di attacco che produce un buon numero di occasioni da gol e convince dal punto di vista del gioco corale. Si va all’intervallo con un gol ciascuno e la sensazione di poterne aver messo a segno qualcuno di più. Il secondo tempo riparte a ritmi più lenti seppur sempre più italiani che neozelandesi, ritmi che si scaldano man mano che il tempo passa perchè nonostante le numerose occasioni da gol la difesa avversaria riesce a contenere i nostri con un’attenzione decisamente inaspettata secondo uno stile di gioco già abbracciato da diverse formazioni che certo non possono contare sulla qualità calcistica delle teste di serie. Una partita a senso unico finisce così in parità, un risultato che non mette a rischio la qualificazione alla fase finale ma che di certo soddisfa di più loro che noi con la nostra coppa del mondo cucita sul petto.

Italia - Nuova Zelanda

A onor dei giocatori c’è da notare che non è facile domare queste squadre che difendono in undici per novanta minuti per poi approfittare dei due miseri contropiedi che riescono a spuntare. D’altro canto se lo sportivo accetta pazientemente il risultato viste le condizioni il tifoso è invece imbufalito per non aver ancora visto una bella rete italiana nel corso dei centottanta minuti disputati finora. Ci giochiamo quindi qualificazione e onore giovedì all’Ellis Park contro una Slovacchia matematicamente ancora in corsa, pur dopo la sconfitta col Paraguay, ma decisamente alla portata, almeno sulla carta. Nulla di nuovo, solita sofferenza a casa e in campo e tutto rimandato all’ultimo momento con la pressione del caso e lo spauracchio molto reale dell’Olanda del fenomeno dell’anno Wesley Sneijder ad attenderci agli eventuali ottavi. Dopo trent’anni di Inter sono abituato a questo ed altro, rotto della cuffia, differenza reti e classifica avulsa, certo non mi spaventa che ci giochiamo subito il mondiale in una partita, anche se per una volta sarebbe rinfrancante partire dando sicurezza e dimostrando coi palloni in fondo al sacco che siamo ancora campioni del mondo.

Tra l’altro non c’è nessuno che è ancora stufo del teatrino del tifoso caratteristico inquadrato per due secondi e subito avvisato dall’amico che si mette a salutare mammà? Che poi non ho mai capito perchè se vai a vedere una partita allo stadio devi guardare gli schermi, la partita si gioca proprio davanti ai tuoi occhi e tu guardi lo schermo?

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