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Macbook

E’ accaduto. A mia discolpa posso addurre che non è certo stato un acquisto avventato dopo due anni di riflessioni e che sento di aver ottenuto un buon affare. Ma andiamo con ordine. Era ormai evidente da tempo come la mattonella Dell da cui ancora scrivo non fosse un portento di portabilità dall’alto dei suoi mal celati quattro chili di peso e diciotto minuti di autonomia della batteria. Sebbene abbia servito il suo scopo fedelmente per più di tre anni non si poteva chiedergli di sostenere ogni giorno lo spostamento a UBC che sarà d’abitudine da metà agosto in poi, tanto meno lo si poteva chiedere alle mie spalle. Mi ero risolto da tempo immemorabile a provare prima o poi una di queste piccole meraviglie argentate di Steve Jobs e questa era senza dubbio l’occasione giusta tanto più che il buon Linux che mi accompagna da ormai più di dieci anni notoriamente mal si sposa con l’utilizzo intensivo di Microsoft Office richiesto dal master.

Sulla base di questi requisiti poco c’è voluto a selezionare l’opzione più adatta alle esigenze, un Macbook Pro 13″ da due chili di peso e dieci ore di autonomia, “as advertised”, da accoppiarsi ad una copia originale di Microsoft Office per Mac, una reliquia mitologica a cui fino ad ora non ho mai osato avvicinarmi neppure nei negozi. La mossa ninja è stato l’accesso al listino ridotto dedicato agli studenti che, oltre a scontare un paio di centinaia di dollari dal prezzo normale, mi ha anche consentito di ottenere un iPod touch gratuito grazie ad una promozione dedicata al settore. La chiusura da vero jedi è stata avvantaggiarsi del programma “Home use” di Microsoft di cui la mia azienda è partner per acquistare una copia completa di Office al costo irrisorio di 11$ (undici dollari). Non solo, i gentilissimi ragazzi dell’Apple Store che certamente incarnano appieno lo spirito di servizio al cliente a cui accennavo recentemente mi hanno installato gratuitamente la tastiera italiana di cui abbisognavo nel giro di mezza giornata. A sottolineare che il costo dei prodotti Apple non finisce solo nella mela.

Sono ben lontano dal potermi dichiarare un utente soddisfatto, lo sarò tra un anno se tutto va bene, ma questo è quel che posso considerare un buon inizio, migliore certamente che reinstallare Windows per liberarsi di tutto il crapware di cui sono caricati i portatili al momento della vendita e finire a cercare chissà dove i driver aggiornati della scheda grafica senza i quali lo schermo ha la risoluzione di un Game Boy.

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