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E’ nostro inalienabile diritto concederci ogni tanto di compiere qualche azione deliberatamente avventata e irrazionale, solo per il gusto di esercitare la libertà, per un momento incuranti delle conseguenze. Ci teniamo sotto controllo tutto il giorno: evitiamo di mandare a quel paese chi se lo meriterebbe, non giriamo in mutande per strada anche se ci sono trenta gradi all’ombra, ci tratteniamo dal prendere a martellate la macchinetta che ci ha mangiato la moneta. Risparmiamo in generale il prossimo dalla diretta esperienza dei lati più deviati del nostro carattere. Che però esistono e spesso sono quello che ci rende unici. Ma “Semel in anno licet insanire”, sempre che la pazzia di un anno non impedisca quella dell’anno successivo.

La prima domenica di luglio si svolge al campo di disc golf di Tsawwassen, una manciata di chilometri a sud di Vancouver, vicinissimo al confine con gli Stati Uniti. Scusa per la gita fuori porta un po’ di pratica di guida sulle strade canadesi visto che ho in programma di prendere la patente locale a breve e sembra che gli esaminatori siano i fratelli severi di Niro. La giornata è calda e umida, poco sole ma clima decisamente piacevole che agevola la passeggiata nei boschi in cui sono state disseminate le varie mete di questo sport di nicchia. Molti più ostacoli naturali rispetto al consueto campo di Queen Elizabeth Park e certamente un percorso più da esperti che ci costringe a spingerci ai limiti delle nostre capacità.

Poco dopo aver affondato il disco nell’ultimo cesto decido di scattare qualche “action shot” dei frisbee che si impigliano nella catene che costituiscono i bersagli. Poco dopo l’idea geniale: appoggiare la macchina fotografica in cima al cesto stesso e riprendere i dischi che arrivano. Ovviamente un’idiozia, visto che nel migliore dei casi l’impatto del disco farebbe cadere la macchina, ma è qui che, ben conscio che nulla di buono ne può uscire, appoggio la macchina in bilico sul cesto. I primi due tiri che colpiscono il bersaglio la fanno solo tremare sul posto, lasciando sperare che in fondo mi ero preoccupato troppo. Poi la tragedia. Un disco colpisce in pieno l’obiettivo che trascina con se l’intero apparecchio che atterra sul prato circostante con una doppia giravolta degna di Moira Orfei. I pezzi della macchina sono sparsi tutt’intorno, evidenza di un epilogo annunciato. La beffa? La ripresa non era nemmeno stata avviata.

Disc Golf

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