Tag

, ,

YVR

Primissimo post on the road, reso possibile da un portatile davvero portatile con una batteria davvero duratura (al momento, ben lontana dall’essere carica completamente, segna più di cinque ore di autonomia). Mi trovo a YVR, codice per aeroporto di Vancouver, comodamente seduto su una delle poltroncine presso il mio gate, viziato dalla connessione broadband disponibile gratuitamente ormai ovunque.

La parola “aeroporto” è in cima alla classifica delle parole che fatico a scrivere correttamente. Non mi rassegno ad abbandonare la scorretta, ma a mio parere ben più sensata “aereoporto”. Che appunto ha appena ricevuto una bella rigaccia rossa dal correttore automatico. La dicitura “aeroporto”, composta da aereo (aggettivo) e porto, suggerisce che si tratti di un porto per ogni tipo di veicolo aereo, il che è troppo generico nella maggior parte dei casi dal momento che gli aeroporti ospitano prevalentemente aerei e per esempio esiste un termine specifico per i porti di elicotteri (eliporti). Il vocabolo “aeroporto” è più adeguato per stabilimenti di terra che supportano diversi tipi di velivoli, mentre per quelli dedicati solo agli aerei “aereoporto” avrebbe più senso. Una pignoleria, ma non c’è motivo di complicare le lingue inutilmente.

L’aeroporto (sigh) di Vancouver è situato a sud della città nei pressi del mare. Quelle poche volte che si ha il piacere di atterrare con il bel tempo lo spettacolo della Lower Mainland in tutta la sua estensione circondata dalle montagne è mozzafiato. Oggi è una di quelle giornate e il cielo terso e sereno mi propone centottanta gradi di cartolina dal vivo oltre l’enorme vetrata che mi separa dalle piste. Purtroppo però l’estate è anche il momento in cui gli aerei sono presi d’assalto dalle famiglie e le aree comuni comuni si trasformano in grotteschi palcoscenici per ogni sorta di messinscena a base di sale d’attesa trasformate in ributtanti accampamenti e drammi domestici conditi di tutto il peggio che le relazioni tra consanguinei possono offrire.

Meno male che a rinfrancare lo spirito c’è la solita coda di ansiosi da tempo in attesa davanti al gate ben prima ancora che sia stato annunciato l’imbarco.

Annunci