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Il termine “buddy” ha una traduzione che spazia nelle aree semantiche di amico e compagno di attività. Un buddy è qualcuno su cui al di la di tutto si può fare affidamento, una persona attivamente dalla propria parte. Ed un buddy, un’esperta ed amichevole guida, è esattamente quel di cui si abbisogna quando ci si avvicina ad un ambiente nuovo. Una sorta di Virgilio nelle selve oscure e sconosciute.

Quando tre anni fa arrivai nell’ufficio di Vancouver, subito dopo il tour di benvenuto, mi fu assegnato un buddy che mi portò fuori a pranzo e mi introdusse alla vita della sede canadese e a Vancouver stessa. Oggi, a distanza di tre settimane dall’inizio dei precorsi dell’MBA, ho avuto occasione di conoscere il mio MBA buddy a cui ho potuto sottoporre tutte quelle domande informali che avrebbero sfigurato nei colloqui ufficiali. E’ davvero così difficile? Avrò tempo di andare a sciare? Com’è il caffè in università? Domande poco eleganti, ma non meno informative delle altre in vista dei prossimi mesi.

Nella sua semplicità il buddy program, l’abitudine di affiancare i novizi con qualcuno di più esperto per farli sentire subito a proprio agio in un nuovo ambiente, è un’iniziativa che può fare davvero la differenza nelle non sempre semplici transizioni tra diversi scenari sociali. Ma forse dovrei anche chiedermi perchè in tre anni non mi sia mai stato chiesto di fare il buddy a nessun principiante..

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