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Occhiali

Immaginate per un momento che l’amministratore delegato di una grossa azienda di successo che commercializza articoli ottici online scriva una mail e vi chieda di redigere un piano su come far decollare le vendite di una certa categoria di prodotti in un’area geografica. Non disponete di alcuna conoscenza pregressa dell’industria, ma avete accesso a qualsiasi attendibile fonte di informazione siate in grado di trovare e nel giro di una settimana dovete presentare un’analisi dell’impresa e la vostra raccomandazione, ovviamente solidamente supportata dai fatti. Sarete poi invitati a offrire una breve presentazione dei punti principali dell’analisi di fronte all’amministratore delegato stesso. Questo è un breve clemente riassunto dei pensieri che hanno autogestito i miei neuroni nell’ultima settimana facendo riposare ben poco tutto il resto delle cellule.

Il corpo docenti del master ha invitato al campus l’intero consiglio di amministrazione del più grande sito di occhiali e lenti a contatto del mondo. Una storia di successo da centinaia di milioni di dollari di vendite in tutto il mondo, nata da Vancouver una decina d’anni fa. Tra l’altro casualmente ero diventato loro cliente qualche settimana prima, ignaro di quale destino mi attendesse. La pressione che è stata costruita intorno a questa attività è stata considerevole, innanzitutto per difendere il buon nome della scuola e in secondo luogo per dare all’intera classe un saggio dei tempi stretti in cui spesso i dirigenti sono costretti a prender decisioni critiche. Inoltre il problema che è stato presentato alla classe è assolutamente reale e attuale per l’impresa, nonostante non fossero stati promessi premi in denaro per eventuali idee geniali che fossero scaturite dagli studenti. Non è difficile immaginare che non ci fosse alcuno che, pur avendo trascorso giorni interi a districarsi tra ricerche di mercato, analisi di settore e bilanci di esercizio, non temesse che uno dei prestigiosi ospiti non prendesse per l verso storto le osservazioni e finisse a mangiargli gli occhiali (cit.) durante la presentazione.

Questo è stato uno dei rari casi in cui, con l’ausilio (o per colpa) della fornitissima biblioteca universitaria online, mi sono trovato ad affrontare un problema complesso con il dilemma di essere in possesso di troppi dati anzichè troppo pochi. Un lato della medaglia che avevo raramente considerato quando all’inizio del mese da buon ingnegnere mi lagnavo della penuria di dettagli forniti a proposito delle aziende che mi trovavo ad esaminare. Il vero dilemma è che i dati reali sono confusi, frammentati, spesso contraddittori e di ardua interpretazione, anche senza voler entrare nello spinoso tema dell’attendibilità delle fonti. E, anche una volta selezionato un insieme di informazioni, trarne un piano che ne segua logicamente e che abbia qualche speranza realistica di successo è un lavoro tantalico e costellato di dubbi. Infine la prospettiva di dover presentare il risultato dell’incerta analisi di cui sopra ad un professionista di alto livello che lavora con successo nel settore da dieci anni ha buone probabilità di trasformarsi in una persecuzione.

Nonostante tutto ciò, quando lunedì mi sono presentato tutto ben vestito e farcito di numeri sul mercato mondiale delle lenti, l’unica preoccupazione era di riuscire a comunicare almeno una parte dell’immensa quantità di informazioni che avevo appreso e spiegare il mio punto di vista nel modo più professionale possibile. A posteriori un’esercizio di sintesi e razionalità di valore inestimabile.

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