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Dilbert case

Mentre trascorro la maggior parte della settimana a leggere casi di studio, preparare analisi di aziende di successo, lavorare in piccoli gruppi di compagni e progettare efficaci presentazioni del lavoro svolto, proprio io che spesso mi crogiolo nei piaceri del sapere astratto mi sorprendo ad apprezzare questo approccio pratico, seppur accademico, all’apprendimento. Nel corso di quasi vent’anni di educazione scolastica, superiore ed universitaria, è evidente che quasi nessuna delle nozioni che ho appreso è mai stata pronta al consumo così com’era, salvo forse i problemi di Pierino che va al mercato a comprare la frutta. Abbondanza di teoria, moltitudini di concetti, ampia enfasi sulla metodologia, ma ben poca realtà, praticità assente e di sicuro nessuna relazione con un futuro professionale di alcun tipo, come se la conoscenza astratta di per sè bastasse a pagare le bollette e portare a casa il pane.

Ricordo con un sorriso amaro la barzelletta dell’ingegnere neolaureato appena assunto in una nuova azienda. Il capo gli da in mano una scopa e gli dice di pulire i pavimenti. Quello si offende ed esclama “Insomma! Sono un ingegnere!”. E l’altro: “Ah sì, scusa, ora ti faccio vedere come si fa”. Quando me l’han raccontata durante uno degli ultimi anni di università ho riso istericamente pensando alla solita invidia dei non appartenenti alla casta, come per allontanare l’idea che ci potesse essere una traccia di verità. E quando ho sperimentato in prima persona, mentre fregavo i pavimenti, ho messo bene in vista la tessera del Politecnico.

Oggi, mentre io per la prima volta apro gli occhi ad un’educazione focalizzata sul risultato finale e progettata per l’applicazione, le persone che mi circondano vi sono state immerse dalla prima infanzia, con il risultato che sono più giovani di me di cinque anni e hanno ben più esperienza professionale. Un esempio della differenza? Invece che i problemi di Pierino al mercato qui, nella landa della religione capitalismo e dei crack finanziari, alle elementari si calcola il ritorno di capitale di little Peter se investe i soldi in banca piuttosto che nel mercato azionario.

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