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Julian Assange

Se nei confronti di tutti i presunti colpevoli di reati a sfondo sessuale l’Interpol spiccasse mandati di cattura internazionali come quello nei confronti di Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, le donne di tutto il mondo potrebbero dormire sonni tranquilli. Julian, sconosciuto ai più fino a qualche mese fa, è diventato il nemico numero uno della civiltà occidentale da quando tramite il suo sito WikiLeaks ha cominciato a rilasciare (troppe) informazioni riservate ottenute tramite “leaks”, perdite, fughe di informazioni. Ed è importante ricordare che prima di finire nel mirino dei capi di stato, le pubblicazioni di WikiLeaks sono state pluripremiate dall’Economist ed Amnesty International per aver portato alla luce fatti inediti su argomenti scottanti quali le guerre in Iraq e Afghanistan. Ma se a dire la verità tutti applaudono, a dirne troppa tutti han qualcosa da perdere. Assange è stato equiparato ad un terrorista dopo il rilascio dei documenti riservati dell’ambasciata USA nei giorni scorsi e si rincorrono gli appelli per la cattura, vivo o morto. Neanche fosse il tanto temuto Bin Laden. Segno che il terrorismo ha la faccia dei nemici del momento, chiunque siano, e poi si dipinge con i colori giusti per ottenere il consenso.

E’ difficile non provare simpatia per Julian. Non tanto per quel che ha rivelato, che poi tanto rivelazioni non è che fossero, almeno per ora. Qualsiasi ministero degli esteri mantiene profili delle nazioni straniere e dei capi di stato a fini strategici ed è evidente che non sempre tali valutazioni siano lusinghiere. Ne sono consapevoli tutti, tranne apparentemente i nostri politici i quali, appensantiti da una coda di paglia lunga così, hanno cominciato a tirare fuori scuse come i primi ingenui beccati con le mani nella marmellata. Difficile dare dei comunisti agli statunitensi stavolta. La simpatia dunque, più che dalle informazioni, deriva dall’evidente preoccupazione che il vendicatore australiano sta causando alle alte sfere internazionali. E’ sorprendentemente piacevole osservare qualcuno rompere le uova nel paniere a tutta quella lobby di politici ed industriali che ogni giorno raccontano al popolo la realtà che più fa loro comodo.

“Ah ma allora sono i sauditi che finanziano il terrorismo, chi l’avrebbe mai detto? Sì, avevamo visto le nazionalità degli attentatori, ma mica si poteva andare a pestare i nostri amici.” “Come? La Cia fa il bullo in Europa violando ripetutamente i diritti dei cittadini dell’Unione? Ah, ecco cosa è successo ad Abu Omar” “Ma davvero la Russia è uno stato guidato dalla mafia? Strano che Putin sia così legato ai nostri allora, qui con la mafia abbiamo chiuso..” Dubito che durerà a lungo, ma per qualche giorno possiamo goderci l’effetto di un calcio al formicaio.

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