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Nel corso delle ultime quattro settimane si sono affollate le prove finali delle undici materie che costituiscono il cosiddetto “Core”, la parte introduttiva del master con il principale obiettivo di costruire i fondamenti sui cui fonderanno i corsi dei prossimi mesi. Senza discostarsi dal ritmo forsennato a cui la classe è stata sottoposta dall’inizio di settembre, gli esami sono stati collocati nel bel mezzo di un calendario affollatissimo di scadenze, solitamente a gruppi di due al giorno, con la ciliegina sulla torta dell’esame finale comprensivo di tutte le materie seguite fino ad ora. Le modalità d’esame variano notevolmente a seconda della materia e soprattutto dello stile e dell’età dei professori. I due estremi sono da una parte l’esame teorico sui concetti spiegati in classe da svolgersi a libro chiuso su carta e dall’altra il caso di studio da analizzare in una settimana di tempo da casa con accesso a qualsiasi risorsa raggiungibile via Internet e da consegnare online. Le materie stesse spaziano dalle più descrittive e concettuali come risorse umane, fino a quelle più quantitative e matematiche, come economia d’impresa e gestione delle scorte e degli ordini. Indipendentemente dalla disciplina, forte enfasi è posta sulle applicazioni reali e sui casi di studio esaminati in classe che servono come falsariga per affrontare quelli proposti come esame. Intransigenza assoluta per qualsiasi episodio di plagio o condivisione di informazioni tra studenti durante gli esami e nei compiti a casa, con pena, già applicata più volte in passato, di espulsione immediata dall’ateneo alla prima infrazione.

EOQ Model

Ad onor del vero, probabilmente complice la ricca retta annuale, gli esami sono stati impegnativi ma non deliberatamente progettati per selezionare, che è già qualcosa. Sono lontani i tempi di Niro e compagnia bella quando non c’era pace nemmeno con la sicurezza di sapere tutto il programma. Sembra che d’altro canto un’abitudine comune sia aumentare il livello di difficoltà riducendo il tempo disponibile piuttosto che la complessità dei quesiti. L’imperativo per i candidati è dunque di procedere uniformemente lungo la lista di problemi senza accanirsi troppo nel momento in cui qualcosa non torna. Poi ovviamente ci sono tutte le variabili imprevedibili derivanti dalle parole scelte, dallo stile delle risposte e dalle congiunzioni astrali che influenzano le valutazioni finali. Un po’ si finisce a rimpiangere gli esami di analisi matematica e fisica in cui o l’integrale è giusto o no, invece che trovarsi ad aver dato la risposta giusta ma in termini sgraditi a chi corregge. L’ostacolo più inatteso è stata comunque la completamente persa dimestichezza con lo scrivere, a partire dall’acquisto di una penna il giorno prima degli esami, la scelta forzata dello stampatello maiuscolo della calligrafia, unica chance di rendere leggibile gli scritti, fino ai crampi alla mano dopo la prima ora del primo esame.

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