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Barcelona

Mi duole constatare che ieri sera Vancouver mi ha deluso, non per la prima volta, ma più di altre. Ammetto anche che sull’argomento che sto per affrontare sono stato finora sordo a diversi segnali e prendo atto della realtà solo oggi che mi ha toccato da vicino. Anche nella rilassata e vivibile città della costa pacifica la criminalità esiste e non solo nei quartieri malfamati.

Una serata come tante altre. Cena con ottimo cibo e compagnia a casa di amici, si fa tardi e ci si avvia verso la seconda parte della serata, in qualche locale del centro. Vancouver è ancora rigonfia dell’afflusso di gente per gli eventi organizzati in occasione dell’anniversario delle Olimpiadi e c’è coda ovunque. Finalmente il non raro valzer di peregrinazioni tra le code all’ingresso dei vari locali si conclude davanti al Barcelona, nota discoteca in Granville Street, nel pieno centro. Selezione all’ingresso, diciotto dollari di entrata, perquisizione e registrazione dei documenti di identità. Uscire la sera non è più facile di visitare la sede dell’FBI a Quantico. Ma alla fine siamo dentro dove comunque ci aspetta un’altra breve coda per raggiungere il guardaroba. Sarebbe il momento di divertirsi e ci dirigiamo verso il banco del bar. Un paio di minuti dopo quattro colpi di pistola vengono esplosi a pochi metri da noi.

Fino ad allora non solo non avevo mai sentito degli spari, ma nemmeno avevo mai visto una pistola vera dal vivo. La mia sorpresa è stata tale da non sapere bene come reagire, al punto che mi sono inizialmente sporto per vedere cosa stesse succedendo prima di realizzare che se volano proiettili la mossa migliore è abbassare la testa, come tra l’altro stavano facendo tutti i baristi. Sono seguiti alcuni momenti di tensione nel buio della discoteca, continuamente martellati dalla musica e senza sapere cosa stesse succedendo o se ci fosse ancora pericolo. Ma la polizia era già dentro il locale, il che dovrebbe essere un indizio di per sè, e il responsabile è stato catturato prontamente. Questo non ha però impedito che uno dei presenti fosse ferito e che diversi degli astanti siano rimasti in stato di shock. Da li a poco si sono accese le luci e la musica si è fermata.

Si potrebbe pensare che, scampato il pericolo, gli avventori del locale si sarebbero tranquillizzati a vicenda parlando dell’accaduto prima di tornare a casa. E invece la breve anarchia suscitata dall’arma da fuoco non aveva che scoperchiato gli istinti di questi giovinastri pieni di alcool repressi quotidianamente dalle regole della società civile. Dal momento della sparatoria a quando finalmente siamo riusciti ad uscire, non prima di aver ciascuno fatto rapporto ad un ufficiale di polizia, si sono continuamente rischiate risse, tra clienti, tra clienti e la sicurezza del locale e tra clienti e polizia. L’eccitazione di aver visto spezzato anche solo per un momento l’odiato e amato giogo dell’ordine ha fomentato ed eccitato la barbarie umiliata ogni altro giorno. Persino i più miti hanno visto la circostanza come il momento di dimenticarsi dei divieti di fumo ed accendersi una sigaretta al sapore di trasgressione.

Inutile dire che nella vera Barcelona questo molto difficilmente sarebbe accaduto.

Ulteriore aggiornamento sul Vancouver Sun.

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