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Tram a Milano

Recentemente l’ormai celeberrimo Roberto Saviano ci ha fatto dono attraverso le pagine di Repubblica della sua personale lista delle dieci “cose” per cui vale la pena vivere. Certo, con tutto il clamore e la fama nati intorno a questo mio coetaneo scrittore, ci si sarebbe aspettati un messaggio profondo. Ed invece le dieci cose di Saviano potrebbero essere tranquillamente confuse con quelle di un qualsiasi adolescente appena diplomato al liceo. Addirittura si permette di cullarsi nell’elitismo dell’intellighenzia colta includendo “Andare con la persona che più ami sulla tomba di Raffaello Sanzio e leggerle l’iscrizione latina che molti ignorano”. Tuttavia tanto l’iniziativa ha avuto successo che un po’ tutti hanno pensato che al resto del mondo facesse piacere sapere i motivi per cui vivono, come se alcuni avessero intrinsecamente più valore di altri e si fosse trovato l’ennesimo modo di intavolare la solita garetta di stile. Nonostante tutto mi è piaciuto in particolare l’approccio de Il Deboscio che ha risposto con una lista di dieci cose per cui vivere vale la pena, nota bene, non le dieci cose. Seguo lo stesso esempio ed a seguire elenco alcuni motivi per cui mi piace vivere, certo non tutti e probabilmente nemmeno i più importanti.

Le vittorie dell’Inter e della nazionale

La neve di Whistler

Il Rye and Ginger

Sultans of Swing dei Dire Straits

Il crudo di Parma

I tram gialli di Milano

Lo scacco matto

Un successo meritato

Le sorprese gradite

Le liste di ciò per cui vale la pena vivere secondo gli altri

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