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Burrows vs. Crawford

Dopo le prime roboanti vittorie dei Canucks sui Blackhawks pochi avrebbero scommesso che si sarebbe giunti a giocare Gara 7. Anzi, sul 3-0 in favore di Vancouver, tutti davano per scontata la vittoria nella quarta partita che avrebbe significato spazzare via con sicurezza i rivali degli scorsi anni ed assicurare qualche giorno di riposo ai giocatori prima del secondo round. Così non è stato. Chicago ha fatto rabbrividire i fan locali recuperando il distacco e vincendo tre partite di seguito, mettendo a segno la bellezza di sedici gol. Tutto si sarebbe dunque deciso in Gara 7, una sorta di finale anticipata contro la squadra detentrice della Stanley Cup, un mostro nero che era costato l’eliminazione nei due anni precedenti. Dopo una rimonta così i favoriti non erano certo più i Canucks, ormai paralizzati dal terrore di diventare la quarta squadra nella storia dell’hockey a farsi ribaltare un 3-0 nei playoff e sprecare in pochi giorni una stagione da record.

E così, quando ieri sera alle 7.30 nella Rogers Arena di Vancouver si è dato il via al match, la tensione era palpabile. In un modo o nell’altro questa partita avrebbe fatto la storia. Il gol di Burrows dopo due minuti dall’inizio infonde subito ottimismo, ma nessuna delle due squadre sembra riuscire a mettere a segno altre reti grazie a due eccezionali presentazioni dei portieri Luongo e Crawford. Fino a poco più di un minuto dal termine del terzo periodo quando un guizzo di Chicago riporta le sorti in parità e fa vedere le streghe a tutta Vancouver che non ha dimenticato la beffa in overtime con cui ha perso la gara precedente. I timori si fanno più reali quando nei primi minuti di overtime Chicago rimedia un power play e mette in difficoltà la difesa vancouverita che però resiste in qualche modo. E finalmente, a cinque minuti dall’inizio dell’overtime, Burrows segna di nuovo e manda in visibilio compagni e pubblico. L’ostacolo psicologico più duro è superato. Ora si spalancano le semifinali di conference. Per il secondo round è già pronta Nashville, sulla carta un avversario ben meno insidioso di Chicago.

Goodbye, Hawks! Bring it on, Predators!

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