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Bam. Sono passate più di due settimane dall’ultimo post. Inaccettabile eppure vero. Tanto più che sono state due settimane piene di eventi come scriverebbe Gian Burrasca sul suo giornalino. Mi sono scoppiati una manciata di raudi in mano nel giro di pochi giorni ed ho dovuto fare i conti con la realtà prima ancora di dedicarmi a raccontarla su queste pagine. E poi si suono succeduti una serie di eventi locali e internazionali decisamente di rilievo. Purtroppo nulla di ciò che era accaduto un anno fa si è verificato nuovamente, ma d’altro canto in questi giorni Vancouver sta vivendo uno dei momenti più caldi, sportivamente parlando, da vent’anni.

Ryanair

I Vancouver Canucks hanno conquistato la conference e sono in finalissima alla ricerca della Stanley Cup che non hanno mai vinto nella loro storia. La città è in preda alla follia collettiva da quando la squadra ha sottomesso i Chicago Blackhawks, pur non senza un notevole sforzo. La serie contro Nashville, sulla carta un avversario abbordabile, ha comunque riservato qualche sorpresa che ha fatto tremare i bicchieri di tutti i pub. La finale di conference con i San Jose Sharks, arrivati secondi in campionato, si è conclusa con un sonoro 4-1 in favore dei Nucks, nonostante le prodezze del portiere finlandese Antti Niemi che nei due anni scorsi, quando militava nei Blackhawks, si era rivelato quasi insuperabile. Ieri sera si è tenuta la prima partita della serie finale che vede Vancouver confrontarsi con Boston. La Rogers Arena in downtown Vancouver è stata teatro della prima vittoria della serie per i Canucks. L’incontro, estremamente fisico da entrambe le parti, si è risolto grazie ad un unica rete a venticinque secondi della fine segnata dal pluricriticato picchiatore selvaggio Raffi Torres che si è improvvisato opportunista alla Inzaghi ed ha appoggiato in rete uno squisito assist di Hansen. La città è letteralmente esplosa invasa dai tifosi, pur non essendo questa che la prima vittoria delle quattro necessarie per riportare la Stanley Cup a Stanley Park. Solo un assaggio della folle festa che attende questi altrimenti fin troppo tranquilli quartieri, dovessero i Canucks aggiudicarsi il trofeo.

Nell’altra città che mi sta a cuore si sono invece svolte le elezioni amministrative locali. Il 99% delle persone che conosco ha tifato disperatamente per spodestare la Moratti da un trono su cui trovo ancora impossibile che abbia seduto per così tanto tempo. Decisamente tra lei e Formigoni la regione più produttiva d’Italia non poteva finire in mani peggiori. Ma da qui a festeggiare con entusiasmo la vittoria del meno peggio ne passa. Non nego di aver goduto davanti allo stupore e l’imbarazzo di Berlusconi e dei suoi quaranta ladroni, così platealmente smentiti nella loro boria. Ma prima di gioire davvero aspetto di vedere i risultati che porterà il nuovo candidato, anche se il rischio che faccia più danni dei predecessori è effettivamente basso. La vera notizia incoraggiante è che l’elettorato è ancora vivo e che le vicende degli ultimi mesi hanno fortemente intaccato la fiducia al governo. Non c’è che da augurarsi che questo porti motivazione di riformare un sistema politico che sta smantellando sistematicamente le fondamenta del paese più bello del mondo.

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