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Roadtrip

Non c’è modo migliore di entrare in contatto con i paesaggi, i colori e la natura del Nord-Ovest americano di viaggiare in auto lungo le sinuosa ed ampia Interstate 5 che dal confine con la British Columbia si dirige verso sud negli stati di Washington ed Oregon. La costa pacifica ad Ovest ed i primi rilievi delle Montagne Rocciose ad Est delimitano il corso di questa freeway che attraversa lunghi tratti di foresta aggirando da lontano l’enorme piramide innevata di Mount Baker che sorveglia dall’alto dei suoi 3300 metri il confine di Peace Arch.

I canadesi percorrono questa via più volte l’anno per andare ad approvvigionarsi a buon mercato di beni che oltre confine sono più convenienti, specialmente oggi con il cambio che privilegia il Loonie. Le interminabili code al confine sono l’unico vero prezzo da pagare per avventurarsi nella vicina, ma non troppo, cultura americana ed approfittare delle tasse inferiori e dell’ampia disponibilità di enormi centri commerciali strategicamente dislocati in prossimità dell’Interstate. Se fosse una mappa di Civilization l’area tra il confine e Seattle avrebbe almeno 35% di cultura canadese.

Meno piacevole è invece lo stile di guida dei nordamericani che sono in grado di trasformare un’ampia striscia d’asfalto a cinque corsie in un ingorgo con l’ausilio di un sorprendentemente basso numero di vetture. Basta che tutti impostino l’onnipresente cruise control sul limite di velocità di 70 miglia orarie e che si distribuiscano uniformemente su tutte le corsie. Gli unici sorpassi sono causati dalle minime differenze di velocità tra i vari cruise control e solitamente richiedono diversi chilometri per essere completati. Nessuno, e sottolineo nessuno, si sogna di infrangere il limite nemmeno per il tempo necessario ad effettuare un sorpasso. E ad onor del vero le pattuglie della stradale, con tanto di sirene e lampeggiante, sono piuttosto frequenti come posso personalmente testimoniare.

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