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Impossibile non rivolgere oggi un ultimo pensiero a Steve Jobs, profeta e leader dell’evoluzione tecnologica degli ultimi quindici anni. Difficile non riconoscere quanto il suo genio e la sua intuizione abbiano influenzato non solo il mondo dell’informatica, ma anche strategie imprenditoriali e modalità di soddisfare i clienti. Raro non sentire la mancanza del suo entusiasmo durante i keynote di Apple. La passione e l’energia con cui ha dedicato il suo tempo a ciò che lo rendeva felice sono un’ispirazione per tutti. Ciao Steve.

Steve Jobs

Un po’ dello spirito imprenditoriale proiettato verso il futuro di Jobs non farebbe male oggi al nostro paese che oggi sembra implodere sotto il peso di un marcio sistema clientelare da Regno delle due Sicilie, nella sabbia che la politica corrotta continua a gettare negli ingranaggi della pur ancora florida piccola media industria italiana, davanti all’immagine nazionale ridicolizzata da un teatrino sconcio. Leggere dell’Italia fa male, delude e deprime. Alla crisi si risponde con misure miopi, con pezze buone fino alla settimana prossima, con lo scaricabarile sul mondo della finanza che “specula”. Ma rispetto ad un anno fa, complice il disastro ormai evidente ed oggettivo, mi sembra di percepire che almeno una parte degli italiani c’è, reagisce e vuole cambiare. C’è speranza. Toccato il fondo si può risalire.

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