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Sono rimasto impressionato dalla levata di scudi questa settimana dopo la dichiarazione di Monti a favore di una maggiore mobilità professionale. Dire finalmente a chiare parole ai giovani -e agli altri- che è per sempre tramontato il mito del posto fisso a tempo indeterminato per trent’anni presso lo stesso ufficio è stato solo un atto di carità per chi, poverino, non l’aveva ancora capito. I nostri genitori e, meno, alcune generazioni prima della nostra hanno vissuto le ultimi decadi delle carriere tradizionali. Che piaccia o no, la globalizzazione ha mescolato le carte in tavola e, pur non volendo mettere in discussione i diritti dei lavoratori, è anche bene rendersi conto di dove si è esagerato nell’elargire garanzie che non solo hanno danneggiato la competitività delle imprese, ma hanno anche ridotto il potere contrattuale dei professionisti. Essere licenziati non è così tragico se il mercato del lavoro è liquido perchè i datori non devono preoccuparsi di mantenere la famiglia Esposito (nome fittizio) finchè morte non li separi. Adesso un’altra sconvolgente rivelazione: le pensioni, voi con meno di quarant’anni non le incasserete mai. A dispetto di quel che vi dice Bossi. Pensateci per tempo. Non vorrete farvelo dire dal prossimo governo tecnico tra dieci anni.

L’Italia è stretta nella morsa del maltempo per usare una di quelle frasi fatte giornalistiche che prima o poi qualcuno brevetterà. La colonnina di mercurio è calata sotto zero in diverse città italiane. Questo ha causato che alcune importanti partita di serie A siano state rimandate, ma anche disagi nei trasporti. Ci si chiede come sia possibile che dopo migliaia di anni di umanità, evoluzione scientifica e umanistica, non si sia ancora riusciti a prepararsi adeguatamente per le emergenze atmosferiche, eventi tutt’altro che rari. Sono sicuro che nel paleolitico quando nevicava il capo villaggio urlava a tutti “State in grotta! Domani niente scuola di scheggiatura della selce! Tenete sempre indosso la pelliccia di bisonte!”. In ventimila anni è cambiato poco.

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