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Piazza AffariSi dice che la (fino ad un certo punto) sorprendente vittoria del Movimento 5 Stelle di Grillo alle recenti elezioni amministrative sia il trionfo dell’antipolitica, intesa come rifiuto delle lobby partitiche che hanno monopolizzato la gestione della cosa pubblica negli ultimi decenni e della spropositata ricerca dell’interesse personale anzichè quello comune. Non c’è schieramento politico che non senta il fiato sul collo dell’esasperazione dell’elettorato nei confronti di un sistema politico che ha progressivamente perso credibilità, autorevolezza, competenza e soprattutto onestà. Le tanto ridicolizzate preferenze per i cosiddetti “Grillini” non sono altro che la punta dell’iceberg dell’estesa sfiducia che ha trasformato l’astensione e l’indifferenza nella posizione politica della maggior parte degli italiani.

E allora, più che di antipolitica si dovrebbe parlare di democrazia, nel senso stretto del termine. I comitati promossi da Grillo non sono altro che l’espressione di una moltitudine di privati cittadini che si sono resi conto che la maggior parte della classe politica attuale non vanta alcuna credenziale, esperienza o abilità che essi stessi o i loro pari non possano mettere a disposizione. Paradossalmente non pochi individui di spicco dimostrano un disaccoppiamento senza precedenti tra i compiti pubblici che si sono assunti e le competenze che offrono. Tra pluriripetenti, ruffiani e loschi intermediari, tanto per citarne alcuni, ben pochi si potrebbero dire meno adatti ai ruoli da loro attualmente ricoperti. Non c’è allora da stupirsi quando i cittadini, sia pure senza troppe pretese, si riprendono la politica mettendo sul tavolo, se non altro, onestà e impegno.

E’ improbabile che questa tendenza della politica fai-da-te possa estendersi dalle amministrazioni locali dei piccoli centri ai grandi capoluoghi o al parlamento senza sollevare una questione di credibilità, coesione e visione a lungo termine del movimento. Questa è però un’occasione che le attuali forze politiche ed eventuali nuovi schieramenti possono sfruttare per creare una nuova classe politica autorevole, competente ed onesta che sia in grado di valutare la condizione attuale del paese e identificare una strategia efficace per riportare il paese ad essere solido e competitivo.

Quel quarto dell’elettorato che ha scelto di disertare i seggi è pronto a farsi riscattare da nuove persone e nuove idee.

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