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In Italia la corruzione regna sovrana. Lo sappiamo tutti noi italiani, lo sanno all’estero, è una costante ripetuta figura (scusate il termine) di merda che facciamo da decine di anni con il resto del mondo. E’ una nomea, ben fondata nella realtà -intendiamoci-, che penalizza il paese nella sua totalità, una delle numerose zavorre che ci impedisce di superare il passato e risorgere a rilevante forza economica europea e mondiale.

EggsOggi finalmente questa squadra di governo, di cui si può condividere o meno le strategie, ma che -quasi tutti concordano- e’ seria, autorevole ed onesta, propone di dare un taglio a questa piaga nazionale tramite un inasprimento delle pene e una riduzione della farsa della prescrizione. Un primo piccolo passo per cominciare ad affrontare un problema estremamente complesso da risolvere perchè radicato nella cultura e nella mentalità della gente da decenni. Un primo avviso a chi in bustarelle ha fatto la propria fortuna che i tempi stanno per cambiare.

E a fronte di questa iniziativa una folta compagine di parlamentari si oppone, senza pudore, senza vergogna, senza alcun reale motivo se non l’ovvia e palese conseguenza di essere personalmente o indirettamente penalizzati dalle nuove norme. L’Italia non può più -se mai ha potuto- permettersi questa impudenza criminosa senza che il resto del Paese vada allo sfascio. In passato il resto del mondo ci invidiava la relativa stabilità sociale a fronte di una antonomastica instabilità politica. Ma oggi che è la legalità ad essere incerta ed instabile la stabilità sociale è tutt’altro che garantita.

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