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UEFA Euro 2012Probabilmente le partite dell’Italia che TSN ha trasmesso da questa parte del mondo non hanno nulla da spartire con quelle che i giornalisti italiani commentano con tanto ottimismo. Due pareggi e una vittoria, quattro gol in tre incontri non mi sembrano fatti oggettivi che possano suscitare velleità sportive negli ex campioni del mondo. Lunedi sera tutta Italia è stata costretta a stringere i denti ancora una volta e sperare che Spagna e Croazia giocassero sportivamente. Come troppo spesso negli ultimi tornei maggiori il destino non era completamente sotto il controllo della squadra. E se la Croazia avesse pareggiato all’ultimo momento saremmo stati eliminati senza neppure poter dire di aver segnato quei tre gol che avrebbero massimizzato le nostre possibilità di passare il turno.

In quel caso i commenti avrebbero dipinto una partita ben diversa. Una in cui la grande Italia è riuscita a segnare solo due gol ad una modestissima Irlanda ed ha rischiato di prenderne uno per disattenzione a soli cinque secondi dal fischio d’inizio. Siamo stati fortunati lunedì e lo siamo tuttora visto che domenica affronteremo un Inghilterra fino ad ora poco pericolosa e molto disordinata. Chissà che Hodgson non tenga fede alla sua finora limitata fama.

Ma in fondo questa è una nazionale partita per l’europeo con un contingente di giocatori medi, salvo una manciata di eccezioni. Sono ben lontani i tempi in cui l’Italia scendeva in campo con undici campioni, ogni giocatore un punto di riferimento nel proprio ruolo per abilità ed esperienza. Con tutto il rispetto per Ogbonna, oggi il mister è costretto a guardare anche alla serie B per reclutare gambe per la nazionale e se non ci fosse qualche brasiliano a trasformarsi in italiano in tempo per i tornei la situazione sarebbe ancora più preoccupante. Il gioco degli azzurri è inesistente, ognuno corre per conto suo senza una strategia di gruppo alla ricerca del colpo da fuoriclasse che attiri qualche club e gonfi l’ingaggio. La difesa balla non appena viene messa sotto pressione, il centrocampo non riesce a fare girare palla e l’attacco realizza una ridicola percentuale delle pur poche occasioni che crea.

Ma quello che realmente rappresenta l’attuale problema della nazionale è che molti giocatori sembrano non avere voglia di rincorrere i trofei internazionali. La stanchezza del campionato e il rischio di un infortunio non sono compensati adeguatamente dall’onore di rappresentare il proprio paese sul campo. Suggerisco che la FIGC renda volontaria per i giocatori la partecipazione agli incontri della nazionale. Lo è già ora, ma la pressione mediatica su coloro che si rifiutassero pubblicamente di rispondere alla chiamata del mister sarebbe troppo forte. Il mister della nazionale scelga la propria squadra da una lista riservata di giocatori che hanno volontariamente dato la propria disponibilità per incontri internazionali. Diamo un’opportunità a chi sente l’onore e la responsabilità di vestire la maglia che i campioni del passato hanno trasformato in un mito e lasciamo a casa i balotelli del caso e la loro noiosa boria.

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