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Inghilterra - ItaliaChe l’Inghilterra di Hodgson non fosse insuperabile si sapeva, ma altrettanto noto è che per una squadra come l’Italia, piuttosto avara di gol, basta un momento di disattenzione della difesa per trasformare anche il non più difficile dei quarti di finale in un incubo. E invece al quarto incontro di questo europeo ecco spuntare l’Italia che tutti vogliono veder giocare: quella che tiene palla, crea gioco, genera situazioni difficili per gli avversari e si concede anche quei leziosismi che nel giusto contesto alimentano la fama italiana e ricordano agli sportivi che quelle quattro stelle sulla maglia non sono state regalate da nessuno. Se solo non fosse mancato il gol (o più di uno) il trionfo sarebbe stato totale e indiscusso. Certamente ora però quei soliti ritornelli sul catenaccio all’italiana saranno un po’ meno fastidiosi.

Basta un’occhiata alle statistiche della partita per capire come si sia svolta. Gli inglesi lenti e ingolfati in un gioco farraginoso non impensieriscono Buffon se non per un paio di episodi che con meno fortuna sarebbero potuto costare cari. L’inferiore abilità tecnica dei singoli non è stata bilanciata da una intelligente disposizione in campo, ma da Roy Hodgson, uomo sbagliato ben più di Capello, onestamente era difficile aspettarselo. Il resto è tutto azzurro. Pirlo dirige l’orchestra alla grande con calma ed eleganza, facendo girare palla a centrocampo con un insistenza che deve aver fatto impazzire gli inglesi. La difesa, pur non sottoposta a grandi stress, si è avventata su tutte le offensive neutralizzandole senza troppo affanno. Le due punte le han provate un po’ tutte per bucare la porta di Hart, ma tra imprecisione, sfortuna, manie di protagonismo e fuorigiochi non se n’è fatto nulla fino ai rigori. Per essere due sedicenti fuoriclasse ci si sarebbe aspettati almeno un gol, ma per ora va bene così.

L’Italia ha vinto, ma soprattutto ha dimostrato per la prima volta in questo torneo di esserci e di fare sul serio. Che è il minimo necessario per essere in grado di affrontare giovedì una Germania che fa paura per velocità, freschezza fisica e potenza di fuoco. Ritrovare il gol sul campo è essenziale, ma possiamo sperare che quei due pali di ieri sera ci garantiscano qualche credito con la dea bendata.

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