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West Vancouver rimane a Nord di Vancouver, oltre l’insenatura di Oceano scavalcata dal Lions Gate che ricalca per aspetto, ma non certo fama, il Golden Gate di San Francisco. Il paese è disseminato uniformemente ai fianchi di Marine Drive, una tortuosa strada panoramica che costeggia il mare e porta all’insenatura dove sorge il porto di Horseshoe Bay, una manciata di casupole che circondano l’attracco dei traghetti con destinazione Vancouver Island e la Sunshine Coast. Sebbene la maggior parte degli esercizi commerciali siano localizzati lungo la strada principale, le zone residenziali si estendono per chilometri sui fianchi di Cypress Mountain in mezzo a foreste e corsi d’acqua. Le case e gli appartementi più chic della British Columbia si ergono certamente nei quartieri alti di West Vancouver dove godono di una vista mozzafiato sul tramonto oceanico, enormi spazi per giardini e piscine e la privacy che il luogo esclusivo consente.Horseshoe Bay

E’ a West Vancouver che l’ufficio dove attualmente lavoro è locato. E la fauna locale non ha nulla a che fare con quella degli archetipi metropolitani di Vancouver. Per incominciare, probabilmente a causa della presenza di diverse case di riposo, secondo il censimento dell’anno scorso oltre la metà degli abitanti ha oltre cinquant’anni. Non è difficile credere al dato statistico visto il numero di anziani che si aggira per i marciapiedi che ormai tra girelli, sedie a rotelle e scooter assomigliano alle corsie di un reparto geriatria. Questo prestigioso sobborgo di Vancouver ospita anche una folta schiera di famiglia di arricchiti, alcune unite, ma per la maggior parte separate. Ed è proprio qui che facoltose nullafacenti divorziate trovano l’habitat più adatto a sperperare le finanze degli ex mariti, tra lussuose auto che fanno fatica a parcheggiare, chirurgia estetica che le trasforma lentamente in gonfi mastini, e “vita sana” che è una scusa come un’altra per far la vita del Michelasso tra caffè, yoga e feste d’alto bordo.

Ne consegue che non è difficile incontrare nell’arco di qualche ora personaggi quali

  • un’ultraottantenne in stampelle alla fermata dell’autobus che chiede all’autista dove possa comprare un paio di collant
  • un ragazzino di sei anni in giacca e cravatta che conversa con dei coetanei sulla qualità dell’erba dell’ultimo US Open e che scommette sul pronto ritorno ai veritici di “Tiger”
  • un gruppo di cicliste nella tarda trentina che ogni giorno (feriale) si incontrano alle otto di mattina per un tour di ottanta chilometri forti di un equipaggiamento tecnico che farebbe invidia al giro d’Italia
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