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Economist Cover
Elezioni

I prossimi 23 e 24 Febbraio noi italiani saremo (personalmente ho già fatto) chiamati a prendere una decisione più importante del solito, che riguarderà non solo il futuro del paese ma probabilmente almeno anche quello dell’Unione Europea. Come mai prima d’ora il risultato delle elezioni politiche italiane sarà l’ago della bilancia che deciderà una situazione in cui troppi nodi sono venuti al pettine contemporaneamente, minando l’attuale sistema economico e sociale e richiedendo riforme che vadano oltre i giochi di prestigio degli ultimi decenni. In passato tutto è cambiato perchè tutto rimanesse come era, ma il tempo sta per scadere ed illudersi di poter rimanere ancora nell’Italia dei furbi, del procrastinare l’inevitabile e della pubblica farsa è utopico e autodistruttivo. Se siamo davvero in grado di ricordare il passato ed imparare da esso faremo la scelta responsabile e matura, altrimenti ci converrà non tirare mai più la testa fuori dalla sabbia in cui giace da anni.

Dimissioni del Papa

Il Papa si è dimesso. Nonostante tutti quelli che “già lo sapevano da mesi”, la notizia è stata una sorpresa per la maggior parte degli altri. E non poteva essere altrimenti vista la rarità dell’evento, solo cinque volte in due millenni. Sette anni non sono molti per un papato, e pochissimi per questo Papa in particolare, eletto già anziano e di conseguenza difficilmente propenso a piani di lungo termine. In un momento come questo in cui la Chiesa ha disperato bisogno di rinnovamento, pena la perdita di credibilità e di fedeli, Benedetto XVI è stato un passo indietro, un irrigidimento su posizioni arcaiche che hanno congelato il sistema religioso per l’intera durata del papato. Forse lo stesso Papa se n’è reso conto ed ha scelto di anticipare i tempi. Chissà che questa volta l’illuminato conclave non punti su qualcuno di più dinamico e meno compromesso con la tradizione. Da parte mia sostengo Milingo.

Nexus 4Google Nexus 4

Ebbene è accaduto: dopo tanti anni di rifiuto ho finalmente acquistato uno smartphone. Più per esasperazione e pressioni sociali che altro. Abbiamo (con la mia dolce metà) scelto due Google Nexus 4, meno mainstream dell’onnipresente iPhone, ma ben più performante sulla carta e meno costoso. Per chi poi come noi fa continuo uso dell’ecosistema di applicazioni Google si tratta di un vero e proprio gioiello di integrazione. Stiamo ancora cercando di capire bene come utilizzarlo, ma per tante piccole attività quotidiane si sta rivelando molto utile. Pur essendo anch’io ora parte della massa, continuo comunque a chiedermi cosa abbiano tutti tanto da smanettare ogni due secondi con questi smartphone.

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