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Mai avevo sentito parlare dell’halibut prima di approdare a Vancouver. E’ uno di quei casi, sempre più rari in quest’epoca, di cibo locale che non raggiunge mai i mercati internazionali, restando un piatto relativamente tipico di un’area limitata seppur non sia privo delle caratteristiche che lo renderebbero gradito altrove.

L’halibut è un pesce che popola la aree settentrionali degli oceani Atlantico e Pacifico. Assomiglia ad una sogliola, con cui condivide l’abitudine di fluttuare sui fondali marini e l’originale conformazione del fisico con due occhi sul lato superiore. A differenza della sogliola è però il più grande pesce di questa razza ed arriva a pesare oltre trenta chili.

Ma bando ai dettagli da Pico de Paperis, il vero merito dell’halibut è la capacità di trasformarsi in un delizioso e delicato piatto di pesce. Al punto che sui menu dei ristoranti è popolare quanto il ben più rinomato salmone. Come il salmone infatti è carnoso, morbido, privo di lische e dal sapore delicato che ben fa risaltare qualsiasi contorno vi si accoppi.

Quel che resta da capire è se all’halibut si applichi la stessa regola grammaticale dell’hobbit: lo halibut.

Wild Halibut over Broccolini

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