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Vorrei innanzitutto fare pubblica ammenda per aver malmenato verbalmente Twitter per lunghissimo tempo, avendolo considerato una caotica bacheca di post-it senza utilità alcuna. Mio malgrado ho dovuto ricredermi davanti all’evidenza che Twitter non è (solo) un blog per frettolosi o un facebook per analfabeti, ma (anche) uno strumento di comunicazione unico nel suo genere e spesso utile.

E per rendere le mie scuse più credibili, ecco alcuni degli utilizzi che apprezzo di più.

  • Notiziario. Sono purtroppo passati i tempi dei news feed (rss) ed è Twitter il modo migliore di aggregare diverse fonti di informazioni sotto un’unica interfaccia ed agevolare la selezione delle informazioni rilevanti. A meno che non apriate ancora Internet Explorer ogni mattina e vi facciate bombardare dai banner del vostro www preferito. Oggi tutti i giornali, emittenti televisive, organizzazioni ed enti pubblici utilizzano Twitter per annunciare notizie, dichiarazioni, eventi. Iscriversi direttamente a queste fonti è come vivere nel corridoio di un’agenzia di stampa che pubblica solo quello che ci interessa.

Silvio Berlusconi

  • Altoparlante. Spesso è difficile farsi raggiungere dalle opinioni e dalle vicende di coloro che stimiamo perchè i media operano una selezione a monte. Twitter consente a queste persone di far sentire la loro voce, commentare eventi, esprimere opinioni e raggiungere instantaneamente il pubblico senza filtro alcuno

Mario Balotelli

  • Strumento di interazione. Sempre di più aziende ed organizzazioni utilizzano Twitter per coinvolgere direttamente i propri clienti, utenti, fornitori e membri della comunità locale. Spesso un tweet con un commento, una lamentela od un suggerimento ha più effetto che mille telefonate.

Translink

Infine, per il modo in cui è strutturato e l’utenza che nel corso degli anni ha coltivato, Twitter schiva l’aspetto più possessivo e voyeuristico dei social network che prevede l’essere necessariamente collegati con amici, famigliari, conoscenti, amici ed amici di amici, e commentarne continuamente le banali esperienze quotidiane, pena l’offesa.

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