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Vivendo in un luogo come Vancouver così fortemente segnato, nel bene e nel male, dal clima e dalla latitudine, nei mesi più bui è tentazione comune cercare consolazione in una vacanza nei dintorni dell’equatore per così spezzare almeno per qualche giorno il ritmo delle precipitazioni piovose e ritrovare qualche ora in più di luce solare. Le destinazioni più popolari, a parte la vicina California sono le coste del Messico e gli isolotti pacifici delle Hawaii, questi ultimi decantati da tutti come un paradiso in terra ed un oasi di serenità in questo mondo crudele. Tanto han detto i locali che han fatto breccia anche in chi, come il sottoscritto, non ama particolarmente le destinazioni tropicali, e, complice anche la relativa vicinanza della meta, abbiamo programmato la vacanza per metà Novembre. Come veri canadesi di Vancouver. Maui

A dire che le Hawaii sono vicine alla costa Ovest si fa presto, intanto sono pur sempre sei ore di volo. All’arrivo però il benvenuto è particolarmente caloroso, con temperature oltre i venti gradi anche di notte, al punto che nel costruire l’aeroporto han ben pensato di omettere del tutto le finestre. La prossimità all’equatore e l’effetto dell’Oceano Pacifico fanno sì che per tutto l’anno le temperature oscillino tra i venti e i trenta gradi che, uniti ad una moderata umidità, garantiscono un clima paradisiaco.

Nel giro di una settimana abbiamo percorso quasi mille kilometri lungo le strade di Maui che passano da essere autostrade nei pressi dei maggior “centri urbani” di Kahului, Kihei e Lahaina, a strade sterrate ad una corsia scavate sulle coste rocciose a strapiombo sul mare. Maui non è solamente un meraviglioso atollo pacifico, ma presenta una sorprendente varientà di paesaggi e microclimi. Al centro dell’isola si staglia il vulcano la cui eruzione ha generato le terre circostanti, l’Haleakala, “casa del sole” nella lingua locale, con i suoi oltre tremila metri di altezza.

Le attività non mancano e soddisfano tutti i gusti, tra ogni declinazione di surf, visite alle barriere coralline, escursioni montane sia nella giungla che nel parco nazionale del vulcano, danze e concerti in stile polinesiano, assaggi delle prelibatezze locali, e ovviamente la vita di mare più piacevole che si possa immaginare.

Momenti particolarmente significativi della vacanza sono stati lo snorkelling nella barriera corallina che si è creata in un cratere sommerso al largo della costa, l’escursione nel parco naturale del vulcano con vista a perdita d’occhio, la degustazione di frutti tropicali colti dall’albero e pesce fresco di giornata, e girare per le strade dell’isola in costume e maglietta con il sottofondo di quella musica reggae che monopolizza la programmazione delle radio locali.

Quando ne parlavano come un paradiso terrestre non avevano tutti i torti.

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