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Tanti giorni trascorrono nell’anonimato, uguali a se stessi, indistinguibili da una settimana all’altra. Forza dell’abitudine che il nostro umano cervello incoraggia tanto per ragioni di efficienza. La routine uniforma gli eventi, le azioni, a volte anche i pensieri, e li rende indegni di essere ricordati in futuro, proprio per la loro mancanza di originalità. Il 16 Settembre 2014 è troppo simile al 25 Agosto e al 22 Luglio perché alcuno di essi possa meritare di fare parte del patrimonio di memorie che accumuliamo nel corso della vita.

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Ma altri periodi, altri giorni, altri istanti, per unicità, per le conseguenze che innescano, per le sensazioni che generano, entrano immediatamente a far parte delle immagini che popolano ricordi, racconti ed alimentano quel senso di aver riempito la propria esistenza di significato.

Non è sempre facile identificare quali siano questi episodi e di apprezzarli da subito. Alcuni rivelano la propria rilevanza fin da subito, altri necessitano di tempo per poterne apprezzare il peso, altri appaiono decisivi sul momento ma perdono questa caratteristica man mano che la prospettiva del tempo ne ridefinisce il ruolo.

Quest’anno, pur non essendo ancora terminato, è stato ricco di avvenimenti che inequivocabilmente faranno parte della storia della vita mia e di molte persone a me vicine. Ed è stato proprio durante uno di questi che un lampo di lucidità mi ha rivelato di stare vivendo in prima persona i ricordi del futuro, quelli che racconterò ai miei cari e che mi faranno sorridere in quei giorni anonimi che costituiscono la maggioranza del nostro tempo.

A questa consapevolezza è seguito l’imperativo di riempire questi ricordi futuri ancora in costruzione di positività e di esprimere in essi il meglio di quello che sono, affinché almeno ciò che resta sia in futuro ragione di soddisfazione ed orgoglio, e non di pentimento e rimorso.

Che poi è quello a cui sarebbe bello puntare ogni giorno.

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