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Vancouver electionVancouver è in piena campagna elettorale. L’attuale sindaco Gregor Robertson del partito locale Vision Vancouver punta al terzo mandato triennale consecutivo. Ma in seguito alla vittoria travolgente alle precedenti elezioni tenutesi nel 2011, è stato criticato più volte per la spregiudicatezza con cui ha rapidamente cambiato la faccia alla città dando carta bianca all’imprenditoria edile ed ignorando le necessità dei ceti in difficoltà e i problemi sociali di alcuni quartieri. Le alternative credibili però non sono numerose e a detta di molti spesso presentano le stesse lacune del sindaco e dei consiglieri comunali in carica.

Intanto però nel corso delle ultime settimane la città si è rapidamente tappezzata di cartelloni elettorali, non solo per promuovere ciascun candidato sindaco e alla giunta, ma anche per incoraggiare l’affluenza alla urne che storicamente fatica a superare il 20% degli aventi diritto. Questo dato stupisce ancor di più quando si considera che il voto è reso estremamente semplice attraverso centinaia di seggi sparsi su tutto il territorio urbano e che esiste la possibilità di votare in anticipo fino a dieci giorni prima della data ufficiale del 15 Novembre.

E’ proprio presso di uno di questi seggi predisposti in anticipo che settimana scorsa ho espresso il mio primo voto come Canadese e cittadino di Vancouver. La procedura è molto simile a quella italiana, forse con qualche controllo di identità in meno, cosa che mi fa istintivamente sospettare della possibilità di brogli. La più grossa differenza è nella scheda elettorale che si presenta in formato adatto ai riconoscitori ottici automatici. E dunque dopo aver annerito le caselle relative alle proprie preferenze la scheda viene immediatamente inserita in uno scanner che ne verifica la validità e ne registra il voto.

E’ abbastanza evidente che nonostante tutto la campagna elettorale di Vancouver sia estremamente diversa da quella a cui siamo abituati in Italia. I toni sono molto più pacati, sebbene recentemente una querela abbia suscitato molto scalpore, e le differenze tra i partiti sono meno estreme di quanto si possa immaginare. Si ha l’impressione di dover scegliere un amministratore di condominio più che un sindaco e che poi tanto male non si possa cascare. Cosa che sospetto sia la ragione principale per cui la maggior parte della popolazione preferisce seguire da lontano e non sporcarsi le mani se proprio non è necessario.

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