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Chi Sono

“Il cadavere giaceva abbandonato in mezzo a un prato. Il maresciallo Mush venne individuato mentre giocava a tennis con Natalie. Era una calda giornata di estate, l’aria era mossa da un venticello, ma non aveva molta importanza, ora. Giunto sul posto, Mush si guardò intorno. Il luogo gli sembrava senz’altro familiare, nonostante fosse molto lontano da casa di Natalie. Il cadavere apparteneva ad una donna, giovane e grassa. Non aveva documenti o segni di riconoscimento particolari. Era pieno di curiosi e Mush si affrettò a far sgombrare la zona, per poter lasciar svolgere le indagini ai suoi. Il corpo aveva un microscopico tatuaggio al centro della schiena. Come sempre in questi casi telefonò a casa, dopodichè chiamò a rapporto i suoi. C’erano delle notizie da analizzare, ma niente di più. Ci voleva un aiuto dall’alto. Ma Mush non era propenso a farsi demoralizzare. Qualche anno prima, nel 1952, Natalie gli aveva detto: ‘A ciascuno il suo’, e ciò era molto importante, più importante del cadavere che gli era toccato oggi. Tornò a studiare il corpo. Sotto il mento vide uno strano animaletto. Qualcosa scattò nel suo cervello. Aveva capito una cosa: gli omicidi non si risolvono così facilmente, neanche con un aiuto dall’alto. Di nuovo telefonò a casa e se ne andò a casa. Avrebbe letto il nome dell’assassino sul giornale di domani. La sua faccia gli era comparsa davanti improvvisamente, dal buio della mente. Era un uomo, si chiamava Ronaldo Malaparte. Ormai ne era certo: non per niente era un medium, da molto tempo. Certo, non avrebbe potuto confessarlo a nessuno, nemmeno a Natalie, ma un medium non ha mai la vita facile. Prima di andarsene, qualcuno aveva detto: in bocca al lupo, Mush. Ma sì, in bocca al lupo.” da Shakespeare

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